Nuova denuncia dalle carceri francesi!

Joaquín Garrido González, militante del PCE(r), 23 anni di galera
Fresnes, agosto 2005

A tutti, salve!

Il topo ha partorito uno scarafaggio. Ieri mi ha chiamato il Vicedirettore per dirmi che Monsieur le Procureur de la République se oppone al nostro raggruppamento, cosa che noi e i nostri avvocati avevamo chiesto, per poter preparare insieme la nostra difesa. Tale signore si è dichiarato inoltre contrario ai colloqui interni con i nostri rispettivi compagni sentimentali.

I altri termini, si rifiuta a eliminare le varie proibizioni, salvo quella riguardante la corrispondenza.

Questi rifiuti altro non solo che una vendetta vile e miserabile per le nostre reiterate denunce circa i raffinati metodi di istruzione di quel piccolo Pétain chiamato Jean-Lois Bruguiére nonchè per quelle relative alla farsa processuale cui siamo sottoposti su richiesta della Guardia Civile spagnola.

Il sistema giuridico spagnolo giustifica le proibizioni durante la stesura del dossier per evitare che gli accusati possano concordare tra loro le rispettive dichiarazioni da rendersi durante gli interrogatori e manipolare prove. Ma il dossier è ormai chiuso e, di conseguenza, non c'è alcuna ragione obiettiva che possa giustificare il proseguimento dell'isolamento e la proibizione di comunicare tra noi.

Di fatto, la loro stessa ipocrisia li denuncia. Per nascondere l'arbitrarietà di una misura che la stessa direzione del carcere non ricorda abbia precedenti, sono ricorsi ad un tocco umanitario e generoso e quindi ci concendono di poterci scrivere.

Ovvero non ci lasciano parlare tra noi ma ci consentono di scriverci, che è una forma di comunicazione. Dove è la logica giuridica su cui si base il mantenimento delle altre proibizioni? Intanto si sta per aprire il telone per dar luogo al secondo atto della farsa: l'8 settembre siamo convocati e verrà fissata la data del processo.

E il processo sarà il terzo atto che metteranno in scena. E' ormai evidente che non ci verrà data la possibilità di difenderci. Per tre anni il vichysta giudice Bruguiére ci ha mantenuti nel più totale isolamento. Adesso il procuratore della repubblica ci rifiuta la possibilità di difenderci. Di conseguenza, dal processo ci si può solo aspettare la crocefissione.

E allora avanti! denuncia e mobilitiazione, mobilitazione e denuncia! Non abbiamo altra via d'uscita. Contiamo su tutti per affogare la loro infamia!!!