INTERVISTA A MILITANTI DEI GRAPO

Giornalista: Mentre il Ministero degli Interni già da molti anni continua a sostenere la disarticolazione dei GRAPO, questi facevano passare un brutto quarto d'ora a tutta la classe politica spagnola con una serie di azioni violente nella capitale spagnola, a Barcellona e nelle Asturie. Come siamo riusciti ad arrivare a loro per intervistarli? Questo, evidentemente, è qualcosa che non possiamo rivelare, ma tutti possono certamente capire che non è stato un compito facile. Però eccoli qui davanti a me, sono tre militanti di questa organizzazione disposti a rispondere a tutta una serie di domande che noi porremo loro; e poiché all'inizio l'incontro sembra un tantino formale, credo che la prima cosa da fare siano le presentazioni. Bene, cominciamo. A quale gruppo appartenete?

Guerrigliero: Siamo guerriglieri dei Gruppi di Resistenza Antifascista Primo Ottobre, dei GRAPO.

Ci potete dire qual è la ragione della vostra esistenza?

Guerrigliero: Perché esistiamo? Le cose sono molto semplici: l'esistenza della nostra organizzazione è dovuta alle condizioni di sfruttamento e oppressione che soffrono le classi popolari nel nostro paese. I GRAPO e altre organizzazioni armate non sarebbero sorti se in Spagna non esistesse l'oppressione, se le forze repressive non agissero come stanno facendo, se la polizia smettesse di torturare ed assassinare chi si oppone al sistema.

Di voi, in tutti questi anni, si sono dette molte cose: dal fatto che non avete un'ideologia precisa, fino a definirvi un gruppo progressista; avete l'opportunità di spiegare chi siete. Qual è la vostra ideologia, quali sono i vostri obiettivi e a cosa mirate?

Guerrigliera: Bene, non si può parlare di ideologia propriamente detta. Noi non siamo un partito politico e, pertanto, non abbiamo una ideologia definita; nei GRAPO possono entrare tutte quelle persone che sono disposte a scontrarsi direttamente, cioè con le armi, con lo Stato fascista. Senti, con questo non voglio affatto dire che non abbiamo delle idee o che non perseguiamo alcuni precisi obiettivi politici. Noi ci definiamo antifascisti e antimperialisti e lottiamo per il ristabilimento della Repubblica Popolare e per farla finita una volta per sempre con lo sfruttamento del nostro popolo.

Bene, e quando siete nati?

Guerrigliera: Le nostre prime azioni le abbiamo fatte nell'estate del 1975. In quel periodo, come tutti ricorderanno, il regime di Franco scatenò una sanguinosa repressione che sarebbe culminata con le famose fucilazioni del 27 settembre di quell'anno. Allora, Enrique Cerdán, Abelardo Collazo, Hierro Chomón e altri rivoluzionari, decisero che era necessario dare una risposta a quei crimini e organizzare la resistenza armata. Il nome della nostra organizzazione fu preso proprio da quel giorno, il Primo Ottobre, nel quale furono vendicati gli assassinii del 27 settembre.

Sono passati ormai 15 anni da quel lontano 1975, sono accadute molte cose, si dice che ci sono stati molti cambiamenti nel paese; voi avrete avuto un'evoluzione, vi sarete sviluppati... attualmente, qual è la situazione dei GRAPO?

Guerrigliero: A questa domanda, in concreto, non possiamo dare una risposta diretta o molto precisa. La nostra organizzazione conta su una lunga esperienza di lotta armata; anche in questo momento... poiché stiamo accumulando forze per dare battaglia al regime su tutti i terreni, ma principalmente su quello militare. Forse però quello che lei vuole sapere è quanti siamo, il nostro potenziale di fuoco... a questo proposito, possiamo solo dire che contiamo su forze e mezzi sufficienti per poter portare a termine i compiti che ci siamo proposti.

Cosa accadrebbe se qualcuno dei prigionieri che continuano lo sciopero della fame morisse? Farete rappresaglie?

Guerrigliera: Questo è chiaro. Se il Governo di Felipe González pensa di portare avanti la politica di isolamento e di tortura dei prigionieri, se pensa di poter trasformare le carceri in luoghi di sterminio, la nostra organizzazione attaccherà non solo le istituzioni dello Stato, come abbiamo fatto finora, ma anche i grandi centri economici, di comunicazione, ecc. Questo noi lo abbiamo già preannunciato nel nostro ultimo comunicato, e che nessuno da quelle parti si illuda che non abbiamo le forze sufficienti per dare una risposta; la nostra capacità di combattimento l'abbiamo già dimostrata nell'offensiva dello scorso mese di settembre (1).

Guerrigliero: Se qualche compagno in sciopero sarà lasciato morire, se avverrà un altro assassinio per l'intransigenza di questo Governo, che sia ben chiaro a tutti che non esiteremo a colpire, molto concretamente, dove potremo fare più danno. Questo devono averlo ben chiaro.

Non ci potreste dire in concreto quale tipo di rappresaglie saranno adottate?

Guerrigliero: Beh, chiamale come vuoi.

Guerrigliera: Per noi non si tratta di adottare delle rappresaglie, ma di fare giustizia. Come lei capirà, la scelta degli obiettivi e l'intensità o la durata della nostra offensiva sono questioni interne nostre, fanno parte dei progetti interni della nostra organizzazione, e queste sono cose che non riveliamo alla gente prima del tempo.

Però, da quello che state dicendo, è chiaro che porterete avanti la lotta armata.

Guerrigliero: Su questo non ci sono dubbi.

Guerrigliera: Noi non abbiamo scelto la lotta armata per un capriccio, così, perché ci piace sparare. Generalmente, quando i mass-media parlano della violenza terrorista, non menzionano mai la violenza terrorista che esercita lo Stato sui lavoratori. Naturalmente, il Governo e la classe dominante spagnola presentano sempre le cose come se essi fossero delle povere vittime e non i veri terroristi che sono. L'unica cosa che noi facciamo è quella di affrontare, con l'unico linguaggio che l'oligarchia capisce, la sua stessa violenza.

Guerrigliero: Inoltre, come potremmo cessare di farlo, quando continuano a torturare e oltraggiare la gente; questo è inevitabile.

Però, quali sono le condizioni per cui incrementereste le vostre azioni?

Guerrigliero: Non è questione, non credo sia questione di condizioni, andiamo: incrementare o ridurre l'attività armata che portiamo avanti non dipende solo da noi. Su questo influiscono molti fattori. Innanzitutto bisogna avere ben chiara una cosa: che se si creano le condizioni per risolvere alcuni dei gravi problemi di cui in questo momento soffre la società spagnola, non so, se ad esempio il Governo mette in atto delle misure efficaci contro la disoccupazione, contro i licenziamenti di massa, contro lo sfruttamento feroce della classe operaia, contro l'impoverimento dei contadini e di altri lavoratori, se prende misure decise per porre fine alla tortura, se la smette di reprimere le organizzazioni democratico-rivoluzionarie, se libera i prigionieri politici... allora, evidentemente, noi non solo ridurremo la nostra attività armata ma, certamente, questa forma di lotta perderà la sua ragione di essere. In ogni modo, non sembra che l'oligarchia spagnola sia intenzionata a dare soluzione a qualcuno di questi problemi, al contrario anzi, li aggrava sempre di più, per cui bisognerà continuare a battersi e a prepararsi ogni giorno di più, in modo da elevare il livello e la capacità della nostra lotta, della nostra lotta militare.

Si, però a questo proposito ultimamente si sono sentite voci che voi avete tenuto dei negoziati con il Governo; c'è qualcosa di vero in queste voci?

Guerrigliero: Bene, in realtà, non ci sono mai stati negoziati con il Governo; c'è stato un tentativo fallito nell'estate del 1983, poi ci hanno mandato in modo sotterraneo qualche altro messaggio, ma nulla di veramente serio. Noi abbiamo interesse che i problemi si risolvano in modo pacifico, ma sia ben chiaro che non staremo al gioco del gatto col topo con questa gente; se per caso vorranno veramente negoziare, comincino con il liberare i prigionieri politici più malati.

Potreste quantificare il livello di appoggio popolare sul quale contate?

Guerrigliero: Noi non siamo un partito elettorale, siamo un'organizzazione militare e naturalmente l'appoggio che possiamo ricevere è di un tipo molto diverso da quello che può ricevere un qualunque partito, l'appoggio che riceviamo normalmente non si traduce in un voto o nell'assistere a una festicciola; i lavoratori ci appoggiano in altra maniera, per esempio ci forniscono informazioni, armi, punti di appoggio, oppure ci facilitano la ritirata, e fanno persino telefonate per confondere e creare una situazione di caos alla polizia.

Avere rapporti organici con l'ETA (2) o altre organizzazioni come Terra Lliure? (3)

Guerrigliera: No, non abbiamo rapporti organici con queste organizzazioni.

Coordinate o pensate di coordinare le vostre azioni con alcune di loro?

Guerrigliera: Non abbiamo mai coordinato nessun tipo di azione con queste organizzazioni, anche se è una cosa che non escludiamo per il futuro.

Per voi, o secondo voi, quali sono le differenze che vi dividono da queste organizzazioni?

Guerrigliera: Ascolta, tutti sanno che queste organizzazioni hanno un carattere essenzialmente nazionalista, noi, al contrario, ci siamo sempre proclamati internazionalisti.

E non pensate che adesso, dopo tanti anni che praticate la lotta armata, con tutti gli eventi che sono accaduti, non pensate che la lotta armata in un paese come la Spagna sia destinata al fallimento?

Guerrigliera: E lei perché fa questa domanda se sa, come sa, di tutte le organizzazioni che oggi esistono in Spagna? Proprio così, se esistono, è perché la Spagna è un paese dove esistono le condizioni che legittimano la loro esistenza; e perché è così? Semplicemente perché...

Guerrigliero: ... Bene, la ragione non è altro che quella della sopravvivenza di uno Stato poliziesco di tipo fascista...

Guerrigliera: E senza perdere di vista, naturalmente, la guerra sporca.

Guerrigliero: E' così. In queste condizioni la lotta armata rivoluzionaria continuerà a svilupparsi.

Guerrigliera: Naturalmente.

Ma allora, come vedete voi la situazione politica e sociale spagnola?

Guerrigliera: Ascolta, ci sono alcuni tratti che la definiscono, come, per esempio, l'isolamento politico del regime, la crisi del Governo psoista e la bancarotta economica che li minaccia da tutte le parti; in queste condizioni, che futuro possono sperare i milioni di giovani che sono senza lavoro? Hanno solo un'alternativa: o lasciarsi andare o entrare nelle organizzazioni rivoluzionarie. Non c'è altro.

Cambiando argomento e passando ad un altro che è anche di grande attualità: gli avvenimenti dei paesi dell'Europa dell'Est; che interpretazione date voi a quanto sta accadendo?

Guerrigliero: E' stata la bancarotta completa dei riformisti; noi non crediamo che questa sconfitta sia la fine del socialismo, ma invece l'inizio del crollo totale del sistema capitalista.

Che tipo di rapporti avete con altre organizzazioni europee come l'IRA o la RAF tedesca?

Guerrigliero: I mezzi di comunicazione in questi anni hanno speculato molto sugli ipotetici rapporti tra i GRAPO e altre organizzazioni rivoluzionarie europee. Cosa possiamo dire su queste speculazioni? Con l'IRA non abbiamo alcun tipo di rapporti, anche se capiamo e appoggiamo la loro giusta lotta nazionalista. Con la RAF e altre organizzazioni antifasciste e internazionaliste, visto che ci sentiamo molto più affini, non vedo perché negarlo.

Andiamo avanti. Durante lo sciopero della fame che stanno attuando i vostri compagni nelle carceri, nella Republica Federale Tedesca c'è stato un grosso movimento di solidarietà a questo sciopero; perché secondo voi?

Guerrigliera: E' evidente che i compagni tedeschi hanno capito l'enorme valore politico e morale dello sciopero della fame dei prigionieri del PCE(r) e dei GRAPO in tutto il contesto della situazione politica europea. Questo sciopero è stato di grande stimolo per i compagni tedeschi e nello stesso tempo li ha aiutati a sviluppare il movimento di appoggio per la riunificazione e per la liberazione dei prigionieri politici della Germania Federale e degli altri paesi dell'Europa Occidentale.

E perché un commando della RAF ha assunto il nome di José Manuel Sevillano?

Guerrigliera: Senti, questo chiedilo a loro, no? Come il compagno Kepa alcuni anni fa, precisamente nel 1981, José Manuel Sevillano Martin fa già parte della lunga lista di martiri che, sia in Germania come in altri paesi, hanno pagato con la loro vita la battaglia che avevano intrapreso per la riunificazione dei prigionieri politici e contro le carceri di sterminio dei paesi imperialisti. La lotta per la riunificazione non è altro che la lotta per la dignità e per il rispetto delle convinzioni ideologiche e politiche...

Guerrigliero: Anche i prigionieri della resistenza tedeschi hanno sofferto e soffrono, già da molti anni e sulla propria pelle, i metodi della tortura bianca nelle celle d'isolamento ormai celebri...

Guerrigliera: ... E, quindi, è normale che si siano immedesimati con Sevillano e lo abbiano trasformato in un simbolo, così come i loro martiri sono un simbolo anche per noi.

Conoscete la teorizzazione della RAF sul Fronte Antimperialista Europeo?

Guerrigliero: Si, conosciamo le teorizzazioni sul Fronte Antimperialista Europeo e quindi...

Bene, ma in concreto qual è la vostra posizione al riguardo?

Guerrigliero: Qualunque persona, che conosca minimamente le nostre posizioni, saprà che abbiamo concezioni diverse su questo particolare; tuttavia, ciò non ci impedisce di lavorare perché un giorno possiamo metterci d'accordo e stabilire rapporti, e anche lottare contro i nemici comuni, che abbiamo.

Bene, forse questa è già l'ultima domanda, dato che stiamo chiacchierando da un bel po'.

Guerrigliero: Lo stesso vale per lei.

Guerrigliera: Come vuole lei.

Allora, credo sia ora di finire. Qualche organizzazione europea collabora con la RAF; in concreto, voi sareste disposti a collaborare?

Guerrigliero: Questo noi non lo sappiamo, ma mi sembra che già ci sia stata una qualche forma di collaborazione in questo senso, come quella di Action Directe. In quanto a noi, fino a questo momento non c'è stata. Nel futuro? Bene, non è che collaboreremo, non è esatto porre il problema in questi termini; pensiamo possano esserci delle intese su diversi temi e una unità di lotta contro il fascismo e l'imperialismo, in modo che ciò vada a beneficio di un movimento rivoluzionario europeo e di quello interno a ciascuno dei nostri stessi paesi.

Note del traduttore:

(1) Nella prima decade del settembre 1990 i GRAPO attuarono una serie di attentati con cariche esplosive al Tribunale Costituzionale, alla Borsa e al Ministero dell'Economia e della Finanza di Madrid, alle installazioni petrolchimiche di Repsol a Tarragona e alla sede del PSOE di Barcellona.

(2) Organizzazione indipendentista dei Paesi Baschi, che pratica la lotta armata.

(3) Terra Libera, organizzazione indipendentista della Cataluña, che pratica la lotta armata ma in modo sporadico, non tanto come forma di lotta.