Una nuova scalata repressiva del governo Gonzales nel tentativo di arginare l'aggravarsi della crisi economica e politica del regime

Il Consiglio di Redazione di ‘Area Critica’
Da Resistencia nº 20, dicembre 1992

La tortura in carcere di membri dei GRAPO, l'arresto del direttore di Area Critica, l'estendersi della repressione di massa.

La direzione dell'antiterrorismo viene assunta dalla Guardia Civile.

Nel tentativo di far pagare alla classe operaia ed alle masse popolari i costi della crescente crisi economica e politica che attanaglia l'oligarchia imperialista e lo Stato spagnolo, il Governo Gonzales sta puntando all'eliminazione del movimento di resistenza e della avanguardie rivoluzionarie attraverso una nuova scalata repressiva. Pubblichiamo l'editoriale della Rivista Resistencia N. 20, dicembre '92, nonché la denuncia del Consiglio di Redazione di Area Critica in relazione all'arresto del suo direttore ed alla perquisizione della redazione, avvenuti il 3 novembre 1992. Pubblichiamo altresì stralci della lettera dal carcere di Victor Diéguez, direttore di Area Critica, scarcerato soltanto il 23 dicembre 1992.

Un altro avvenimento che dà la misura della furia repressiva del Governo del PSOE e costituito dall'arresto di alcuni membri dei GRAPO che sono stati selvaggiamente torturati in carcere, i militanti Elvira Diéquez e Laureano Ortega.

Come viene sottolineato nell'editoriale di Resistencia, sembra evidente che, di fronte all'aggravarsi della crisi ed alla risposta del movimento di resistenza della classe operaia e del proletariato, il Governo Gonzales punti ad un inasprimento della repressione ed un'ulteriore prova di ciò è costituita dalla decisione di passare la direzione dell'antiterrorismo alla Guardia Civile, cioè ad un corpo dell'Esercito.

Riteniamo importante offrire ai nostri lettori questo sintetico quadro dell'attuale situazione dello scontro di classe in Spagna, anche per gli stretti legami che esso presenta rispetto alla situazione italiana, nel più generale contesto di crisi economica e politica che investe attualmente tutti i paesi imperialisti dell'Europa Occidentale.

Nuova scalata repressiva

Da quando la banda felipista è al governo, la repressione, che in una prima fase aveva un carattere selettivo, si è estesa alla maggioranza della popolazione, accompagnata dalle riconversioni selvagge ed altre misure dirette contro i lavoratori. Ma è ultimamente che la repressione si sta intensificando, di fronte alla resistenza generalizzata delle masse ed all'aggravamento della crisi del regime. In modo tale che non passa giorno che non si verifichino occupazioni di paesi o di interi quartieri da parte delle forze di repressione, scioglimenti violenti di manifestazioni, feriti per colpi sparati in aria o maltrattamenti e torture nei commissariati e nelle caserme della Guardia Civile, dei quali sono vittime semplici cittadini, molto spesso giovani, perché sospettati o per il fatto di non essere in possesso di un documento di identità. Si verifica così quello che già a suo tempo denunciava il Partito: che le leggi terroriste avevano come destinatario finale le masse operaie e popolari.

Non deve sorprendere, pertanto, che la repressione colpisca anche giornalisti o riviste impegnate come Area Critica, i collettivi di giovani più combattivi, come si è verificato recentemente con l'assalto e la chiusura imposta dalla polizia del Gaztetxe del vecchio centro storico di Bilbao oppure nei confronti di membri di organizzazioni politiche e sindacali che fino a poco tempo fa erano più o meno tollerate e persino legalizzate.

Il fatto che la repressione abbia superato la fase selettiva non significa che i servizi di polizia non puntino la loro attenzione, nello stesso tempo, sulla disarticolazione e la repressione del Partito e delle altre organizzazioni rivoluzionarie, ma bensì tutto il contrario. Precisamente perché il loro maggiore timore è che il movimento di massa assuma un carattere più organizzato. Da ciò discende il fatto che, di fronte ai loro costanti fallimenti nel loro intento di farla finita con il movimento popolare di resistenza, abbiano presentato gli ultimi arresti di membri dei GRAPO come decapitazione della loro direzione ed abbiano torturato in modo bestiale Elvira Diéguez e Laureano Ortega. D'altra parte è evidente che il regime, di fronte alla piega che sta prendendo il problema delle nazionalità storiche e la situazione sociale così esplosiva che si sta creando, si prepari a portare a termine un bagno di sangue se si presenta l'opportunità. In questo senso, è abbastanza significativo che il comando della lotta antiterrorista sia passato sotto la direzione della Guardia Civile, che è come dire dell'Esercito, per cui c'è da attendersi che la repressione aumenti. In queste condizioni, è un'ingenuità pensare che il regime permetta il più piccolo spiraglio che possa facilitarci il lavoro. Per questo dobbiamo rafforzare l'organizzazione clandestina.

Assalto della polizia contro la rivista ‘Area Critica’

Lunedì 3 novembre la polizia ha arrestato il direttore della nostra rivista Victorino Diéguez Guerra, ha perquisito la sua abitazione e gli uffici della nostra rivista, sequestrando ed asportando documentazione, materiale di informazione, denaro e materiale informatico. Venerdì 6 novembre i giudici del Tribunale Nazionale hanno deciso l'incarcerazione di Victorino. In questo modo cercano di impedire che esca il prossimo numero della nostra rivista e ci minacciano per impedirci di continuare nella nostra linea di informazione indipendente e libera.

Questa è la risposta del governo del PSOE di fronte alla sfida della libertà di espressione: la repressione, il carcere, il sequestro e la censura totale. Ma noi, giornalisti che facciamo parte di Area Critica abbiamo contratto una responsabilità verso i lavoratori e tutti coloro che lottano contro il capitalismo ed il suo Stato terrorista: non cederemo di un millimetro nel nostro dovere di denuncia e informazione indipendente perché è il modo di contribuire alla lotta portata avanti contro questo sistema decrepito e marcio che non rispetta i più elementari diritti e libertà.

E mentre denunciamo la campagna orchestrata di intossicazione nei mezzi di comunicazione contro il nostro direttore Victorino Diéguez, esigiamo la sua immediata liberazione dal carcere e la libertà di continuare nella nostra linea di informazione indipendente e senza censure.

No all'assalto poliziesco contro Area Critica!
Libertà di espressione e senza censura!
Scarcerazione immediata del nostro direttore!